CBAM: pubblicato il primo prezzo trimestrale dei certificati

Andrea Spagnoli – Avv. tributarista

Il primo riferimento economico per il CBAM europeo

Con la pubblicazione del primo prezzo trimestrale dei certificati CBAM, il sistema europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere entra in una fase più concreta e operativa. Dopo un periodo iniziale caratterizzato da obblighi prevalentemente dichiarativi, emerge ora un primo indicatore economico che anticipa il futuro costo ambientale delle importazioni. Si tratta di un passaggio rilevante, perché consente alle imprese di iniziare a stimare l’impatto finanziario del meccanismo, in vista della sua piena applicazione.

Il prezzo trimestrale dei certificati CBAM: dati e significato

Il valore medio del primo trimestre: 75,36 euro per tonnellata di CO₂

Con riferimento al primo trimestre di pubblicazione, il prezzo medio dei certificati CBAM si è attestato a 75,36 euro per tonnellata di CO₂ (in linea con l’andamento medio delle quote del sistema ETS europeo nel medesimo periodo).

Un parametro indicativo per stimare il costo futuro delle importazioni

Tale valore, pur non costituendo ancora un costo effettivamente sostenuto dagli importatori in questa fase, rappresenta un primo parametro concreto per la quantificazione dell’esposizione economica potenziale legata alle emissioni incorporate nei beni importati.

Il significato del prezzo dei certificati CBAM

Il prezzo dei certificati CBAM rappresenta il costo che gli importatori dovranno sostenere per compensare le emissioni incorporate nei beni importati da Paesi terzi.

Allineamento tra CBAM ed ETS per evitare distorsioni concorrenziali

Il meccanismo è strutturato in modo tale da allineare tale costo al prezzo delle quote di emissione del sistema ETS europeo. In altri termini, l’obiettivo è evitare distorsioni concorrenziali tra operatori UE – soggetti al mercato delle emissioni – e operatori extra-UE.

Dal dato informativo al benchmark economico anticipato

La pubblicazione di un prezzo medio trimestrale introduce, quindi, un primo benchmark:

  • non è ancora un costo effettivamente sostenuto;
  • ma costituisce un indicatore anticipato del livello di esposizione economica futura.

In questa logica, il dato assume una funzione soprattutto informativa e previsionale, consentendo agli operatori di iniziare a costruire modelli di costo più aderenti alla realtà.

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